Adozione del modello 231 e ottimizzazione del processo di riciclo: gli obiettivi 2025 del nuovo piano industriale

Adozione di un codice etico e del modello 231, ottimizzazione del processo di riciclo degli scarti di produzione e ottenimento della certificazione Iso 14001. Sono questi gli ingredienti del Piano industriale 2024-2028 della Coreplast.

Il codice etico aziendale, documento interno che definisce quell’insieme di principi e di valori che devono essere rispettati dai soggetti interni alla società e da coloro che hanno intenzione di interagire con essa, è già realtà. La scelta è stata fatta al fine di rafforzare la cultura dell’impresa fondata sul rispetto dei diritti umani, dei lavoratori e dell’uguaglianza; garantire un ambiente sicuro e sereno per tutte le persone che partecipano all’attività e rispettare la normativa vigente in materia di prevenzione e protezione della salute e della sicurezza sul lavoro, promuovendo ed esigendo comportamenti responsabili da parte di tutti i dipendenti e i collaboratori esterni.

Con gli obiettivi invece di diminuire i costi energetici, tutelare l’ambiente e usare in modo consapevole le risorse, ridurre i rifiuti e le emissioni e migliorare l’immagine verso le parti interessate, l’azienda si sta dotando della certificazione ISO 14001 “Sistemi di gestione ambientale – Requisiti e guida per l’uso”. Si tratta di una norma internazionale di carattere volontario che specifica i requisiti di un sistema di gestione ambientale. Coreplast ha scelto di ottenerla per dimostrare ancora una volta la propria attenzione verso l’ambiente.

Obiettivi anno 2025

Ottimizzazione riciclo degli scarti di produzione. Per ottimizzare i processi produttivi e rafforzare l’impegno verso la sostenibilità ambientale, l’azienda intende equipaggiare ogni pressa con un macinatore/granulatore dedicato. Questa integrazione consentirà di riutilizzare immediatamente gli scarti di lavorazione, migliorando l’efficienza dei tempi e garantendo un riciclo completo dei materiali. In tal modo, verrà eliminata la necessità di trasferire gli scarti in altri settori per la successiva lavorazione, rendendo il processo più diretto e meno dispendioso.

Adozione Modello 231. Al fine di contrastare illeciti amministrativi che possono presentarsi nello svolgimento della propria gestione, Coreplast ha intenzione di dotarsi di strumenti adeguati, quale quelli previsti dalla normativa 231/01. Nel dettaglio le principali fasi per la definizione del Modello 231 sono: l’identificazione dei rischi potenziali attraverso l’analisi del contesto per l’individuazione delle attività nel cui ambito possono essere commessi i reati; la progettazione del sistema di controllo interno; la costituzione di un organismo di vigilanza i cui membri soddisfino specifici requisiti di autonomia, indipendenza, professionalità e continuità d’azione, con previsione di flussi informativi verso lo stesso; la predisposizione di un adeguato sistema disciplinare e sanzionatorio per i casi di violazione del Modello 231. Inoltre, l’adozione di tale modello ha come conseguenza la definizione di un organismo di vigilanza (Odv) che ha il compito di vigilare sull’operato dell’azienda ed in particolare controllare se tutte le linee guida per la costituzione del Modello 231 siano rispettate dai protagonisti aziendali.

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